Archivi Centrali
Informazioni
Campo Valore Tipo Archivi della Chiesa Luogo Cittadella Imperiale, Aeterna Proprietario Chiesa del Silenzio Contenuto atti, genealogie e Monumenta di tutto il Continente Custode supremo il Sommo Pontefice, «Custode degli Archivi» Prima apparizione L’età dei regni
Gli Archivi Centrali sono la memoria scritta della Chiesa del Silenzio: le sale della Cittadella Imperiale dove finiscono gli atti di nascita, di matrimonio e di morte, le genealogie, i titoli di proprietà, le condanne e i Monumenta di tutto il Continente. Non per niente il primo titolo del Sommo Pontefice è «Custode degli Archivi». Ogni parrocchia conserva le proprie copie e manda alla Cittadella gli originali o i duplicati; da secoli anche i Regni vi inviano le copie dei Monumenta dei propri sudditi. Così la Chiesa sa quanti figli ha un Duce, quali famiglie sono indebitate, quali città hanno perso abitanti e quali ufficiali hanno sposato donne di stirpi rivali.
Per la gente comune gli Archivi sono soprattutto una promessa. Quando un diacono di periferia compila l’atto di morte di un bambino, quella pergamena va «agli uffici della Cittadella» e viene inserita negli archivi centrali, dove insieme all’atto di nascita costituirà il Monumentum del piccolo: qualche riga in una stanza piena di polvere, fra milioni di nomi che nessuno leggerà più. Ai genitori basta. Accanto ai registri ordinari ci sono gli archivi sotterranei, dove chi può pagare fa conservare al Mercato della Memoria una copia aggiuntiva del proprio Monumentum, e i Monumenta dei grandi: tavolette, statue, iscrizioni, ritratti. Gli archivi, dice la Chiesa, le appartengono, e nulla vi viene copiato senza lasciare traccia.
La Chiesa sostiene che siano eterni. Io ho visto una stanza della Cittadella allagata fino alle ginocchia. I documenti si perdono, vengono rubati, mangiati dai topi o usati per accendere il fuoco negli inverni duri; nelle ali abbandonate del Palazzo l’umidità divora registri che forse nessuno saprebbe più leggere. L’eternità, a quanto pare, soffre molto l’umidità.
Archivi Imperiali e registri della Fondazione
Sotto e accanto agli archivi della Chiesa sopravvivono quelli dell’Impero: gli Archivi Imperiali, chiusi da sigilli, e i registri della Fondazione, che soltanto pochi possono consultare. Vi lavora qualche archivista che passa le giornate nei sotterranei della Biblioteca a spolverare codici che nessuno apre da decenni. Che cosa ci sia esattamente là sotto non lo so; credo che non lo sappia più nemmeno la maggior parte dei preti.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Nei registri imperiali l’archivista Vaelor ritrova la Clausola Sanguinis, mai abrogata. Per farlo ha violato i sigilli degli Archivi Imperiali e consultato i registri proibiti della Fondazione; Titus lo sa, perché nulla vi viene copiato senza lasciare traccia. Seguendo la registrazione originaria della clausola, Vaelor trova qualcosa di più antico: non negli archivi fiscali ma sotto di essi, dietro registri che nessuno consulta e cassetti assenti dagli inventari, i frammenti dei Diari della Fondazione, con frasi raschiate e coperte di formule liturgiche. Vaelor muore, e Cassio ne salva i fogli.
Caduto il Nord, Titus ordina di ritirare gli archivi, i sacerdoti e le reliquie dalle diocesi settentrionali e di bruciare i registri che non si possono trasportare.
Voci correlate
- Cittadella Imperiale
- Monumenta
- Memoria
- Chiesa del Silenzio
- Mercato della Memoria
- Ufficio della Dannazione della Memoria
- Collegio della Continuità
- Helvidius
- Vaelor
- Clausola Sanguinis
- Nodus Urbis Aeternae
