Guerriere Scelte
Informazioni
Campo Valore Tipo Esercito e casta guerriera Regno Amana Effettivi Quasi quattromila Comando La Regina (Myrina) e il suo generale (Selene) Reclutamento Prove delle Matriarche al primo sangue Segno distintivo Seno destro reciso (Senza Seno) Armi Arco, cerbottana, Kriss, scudo a mezzaluna di Legno-Ferro, corta lancia Prima apparizione L’età dei regni
Le Guerriere Scelte sono l’esercito delle Amazzoni di Amana: le donne che le prove delle Matriarche hanno destinato alla guerra e che, dopo il rito del Tempio, portano il nome di Senza Seno. All’inizio di questa storia sono quasi quattromila, addestrate dalla prima adolescenza. Dietro di loro, nel bisogno, Amana può armare ogni altra donna capace di impugnare un arco o un kriss; ma la guerra, per legge e per costume antico quanto la Selva, appartiene a loro.
Agli occhi di un uomo del Continente non sembrano un esercito: niente elmi scintillanti, stendardi ricamati, trombe o colonne di carriaggi. Eppure, dicono quelli che le hanno viste combattere, poche forze al mondo hanno una disciplina paragonabile alla loro. Non hanno bisogno di ordini né di trombe: entrano una alla volta, colpiscono, si spostano per lasciare spazio alle compagne, e si ritirano coprendosi a vicenda.
Origini
Su quando e come la casta sia nata le mie fonti tacciono. Le Figlie la considerano antica quanto la Selva, e così la separazione fra chi combatte e chi vive dietro le guerriere.
Reclutamento e addestramento
Quando una bambina di Amana ha il primo sangue, affronta le prove delle Matriarche. Le più resistenti, rapide e forti vengono separate dalle famiglie e condotte nei campi di addestramento; le altre tornano ai villaggi per amministrare, coltivare, commerciare e comandare gli uomini. Le prescelte vengono condotte al Tempio della Capitale, davanti alle radici dell’Albero Madre, dove gli sciamani recidono loro il seno destro. Alcune muoiono dissanguate o di febbre; le sopravvissute sono Senza Seno, e restano guerriere finché non muoiono.
L’addestramento comincia però molto prima: le bambine destinate alla guerra tendono un piccolo arco prima ancora dei riti dell’età adulta. Imparano a muoversi fra gli alberi senza spezzare un ramo, a leggere il passaggio di un uomo nell’erba, a distinguere un veleno dall’odore della linfa, a restare immobili per ore fra gli insetti. Vengono addestrate finché non imparano a usare la paura invece di subirla.
Struttura
Il comando supremo è della Regina, che decide quante guerriere mandare e dove; in guerra le guida il generale della Regina, che all’inizio della vicenda è Selene, figlia di Myrina. Le guerriere sono divise in pattuglie che sorvegliano il confine e si danno il cambio, con le proprie guaritrici; le veterane ricevono gli scudi di Legno-Ferro e il compito di coprire le arciere nelle ritirate.
Equipaggiamento
Armature di cuoio rinforzato, modellate sul corpo e piatte sul lato destro del petto, trattate con resine e cucite su strati di fibra; capelli tagliati o legati stretti perché il nemico non abbia presa; volti dipinti di nero, verde e rosso. Portano archi, cerbottane, fasci di frecce sottili con punte di metallo nerastro, Kriss avvelenati, corte lance e scudi a mezzaluna di Legno-Ferro, così pesanti che in acqua affondano. In guerra si portano dietro antidoti lattiginosi e boccette di veleno sigillate con cera rossa e incise perché si riconoscano al buio: una linea per il veleno che paralizza, due per quello che arresta il cuore, una spirale per quello che corrompe lentamente il sangue.
Membri noti
- Selene, generale della Regina.
- Livia, sua compagna d’armi.
- Mirna, una delle migliori cacciatrici di Selene.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Myrina, che di Guerriere Scelte ne conta «quasi quattromila», ne concede cinquecento a Selene per soccorrere Arakhan: «Cinquecento Senza Seno», un ago avvelenato piuttosto che un martello. Partono leggere, ciascuna con due fiasche d’acqua filtrata, attraversano il deserto senza strade, distruggono due pattuglie e una squadra di foraggiatori e raggiungono Keshar attraverso il corridoio che Thalios ha lasciato aperto apposta. Nell’Assedio dell’Oasi di Keshar Selene le divide fra le mura settentrionali (centoventi), le torri e i tetti (quasi duecento) e le vie meridionali; delle centoventi del settore nord, dopo il crollo, ne restano meno di trenta. In tutto ne sopravvivono duecentonovantatré: le più gravi tornano ad Amana con Livia, circa duecento restano nel deserto con Selene.
