Notte della Linfa

Informazioni

CampoValore
TipoRito della generazione
PopoloAmazzoni di Amana
FrequenzaUna volta all’anno
Chi sceglieLe Matriarche
Prima apparizioneL’età dei regni

La Notte della Linfa è il rito con cui le Amazzoni di Amana generano le figlie. Una volta all’anno le donne si uniscono con gli uomini più forti, scelti dalle Matriarche; per tutta la durata del rito quegli uomini sono privati del nome. Non c’è amore e non c’è scelta, dice la Regina Myrina, che ne parla con la stessa voce con cui conta i morti: c’è soltanto la necessità di generare la casta successiva.

«Tori da monta, privati del nome per tutta la durata del rito.»

Se nasce un maschio, servirà la terra o il Tempio. Se nasce una femmina, entrerà nel ciclo e verrà giudicata a sua volta, al primo sangue, dalle prove delle Matriarche che decidono chi diventerà Senza Seno e chi no.

Anche le Senza Seno possono prendere parte al rito e diventare madri: Myrina lo è. Quello che la casta non tollera è che una guerriera smetta di esserlo. Una gravidanza la toglie dalle pattuglie per una stagione, poi la bambina passa alle donne della famiglia e la madre torna al kriss.

Che cosa so e che cosa no

È tutto. Non so dove si celebri, se nella Capitale o in ogni villaggio, né quale parte vi abbiano gli Sciamani di Amana, né che cosa c’entri la linfa, che pure ad Amana scorre in quasi tutti i riti, dalle ferite delle guerriere al trono della Regina. Non so neppure con certezza chi vi prenda parte. Myrina dice «le altre donne», e la frase, detta da una Senza Seno a un’altra, sembra escludere le guerriere; ma Myrina stessa è madre, e le guerriere partite per Arakhan, mi raccontano, lasciavano figli a casa.

Al confine della Selva, quando chiesi al mercante Darion come facessero le Amazzoni a generare guerriere senza tenere prigionieri maschi, quello rise per un minuto buono e mi domandò se al Nord le donne avessero bisogno del permesso dei sacerdoti per aprire le gambe. Gli ricordai che il vino era mio, e smise di ridere. Della Notte della Linfa, comunque, non disse una parola: o non la conosceva, o la conosceva troppo bene.

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