Crepe
Con crepe indico qui una cosa che nessuno, nel Continente, chiama con un nome solo: i punti in cui il mondo smette per un momento di comportarsi come dovrebbe. Non le crepe dei muri di Aeterna, che i preti coprono con i drappi, e nemmeno quelle degli acquedotti, da cui l’acqua scappa più in fretta delle tasse. Parlo di quelle che, se esistono, attraversano la realtà.
La gente comune ne conosce soltanto le voci. Di Kasm si racconta che le navi sfondarono le Porte Occidentali e che quel pomeriggio il livello del mare si abbassò di tre centimetri, e lo giurano non soltanto i vecchi di Valdoran ma perfino gente delle Sette Isole. Il resto, chi c’era non lo racconta, oppure lo racconta in un modo che lo fa passare per pazzo. Le mie fonti, su questo argomento, sono poche e quasi tutte di seconda mano: per questo la voce è breve.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Kasm. Nella tenda dell’Orda, sul Tauria, Thyrrus mostra a Valeri nelle fiamme verdi ciò che vide quindici anni prima. Kasm aveva smesso di consegnare i propri morti ai Monumenta; quando mezzo milione di persone morirono quasi nello stesso momento e le loro anime vennero liberate insieme, la Diga non riuscì ad assorbire l’urto. «La realtà si incrinò.» Il cielo sopra il canyon si piegò come una tela bagnata, le due sommità si sovrapposero e si attraversarono, il mare scorse verso l’alto, gli stessi detriti apparvero in più luoghi nello stesso istante. Decimus Caelnius e Thyrrus, separati da chilometri, si trovarono faccia a faccia attraverso la crepa: la distanza esisteva ancora e, allo stesso tempo, era scomparsa. Dentro la crepa scorrevano immagini del passato, del presente e di milioni di futuri possibili. Thyrrus non era preparato, dice, «a vedere il mondo scucirsi».
Ciò che si vede. Thyrrus insiste che la crepa mostrò possibilità, non verità: «Migliaia, milioni di sentieri sovrapposti.» Valeri vi vede Aeterna in fiamme, una pianura coperta di statue immobili, foreste che camminano su radici simili a zampe, il mare che si ritira e città che sorgono sul fondo asciutto, e un uomo con un volto simile al suo. Decimus vi vede le anime trattenute nei Monumenta e la Diga che avvolge il Continente. Congedando Valeri, Thyrrus gli lascia una scelta: continuare a essere una pietra di quel muro, o essere la prima crepa che lo attraverserà.
La piazza di Umbra. A Umbra, durante la fuga verso la Grande Cupola, la piazza di marmo si apre in linee di luce argentata che non seguono alcuna crepa e diventa una distesa di vetro liquido, crepe luminose e vapori d’argento. Non so se sia la stessa cosa di Kasm o soltanto una macchina che si difende.
