Decimus Caelnius
Informazioni
Campo Valore Sesso Maschio Titolo Duce Regno Valdoran Affiliazione Esercito di Valdoran Figlio Valeri Caelnius Dimora Il Castello dei Caelnius, sul Mare del Nord Prima apparizione L’età dei regni (in ricordo)
Decimus è stato un Duce di Valdoran, soldato per tutta la vita e signore del Castello che oggi appartiene a suo figlio Valeri, sulla costa orientale del Mare del Nord. Quando comincia questa storia è morto da anni: di lui restano un Monumentum nel Castello, accanto a quelli degli antenati della Gens, alcuni Centurioni che lo servirono e passarono poi al figlio, e i racconti che Valeri ascoltava da bambino.
Personalità
Decimus era un uomo del Nord come il Nord ama raccontarsi. Parlava per ore al figlio delle campagne oltre il Limes, delle fortezze imperiali e dei Duci che guidavano migliaia di uomini sotto le insegne di Valdoran; gli insegnò che gli uomini del Nord erano i più forti e valorosi del Continente, che il freddo li temprava, la guerra li rendeva uomini e il Limes dava alle loro vite uno scopo sacro. Sperava di morire in battaglia secondo i precetti della Legge, circondato dai suoi uomini, con il nome inciso su un Monumentum degno del suo rango.
Prima degli eventi
Non morì in battaglia. Negli ultimi anni della Guerra Civile fu colpito alle spalle sulla strada che conduceva al suo Castello, per una disputa sui confini di alcuni pascoli. Gli assassini erano uomini del Nord, nati a meno di una giornata di cavallo dalle sue terre: furono arrestati, processati e giustiziati secondo la Legge, i loro nomi cancellati e le famiglie private dei beni. Fu quella morte, più di qualunque predica, a insegnare a Valeri che i valdoraniani tradiscono e uccidono per un pezzo di terra come chiunque altro.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Il nome di Decimus torna sulla bocca di Thyrrus alla fine della Battaglia del Tauria. Davanti a Valeri inginocchiato nel fango, lo sciamano dell’Orda gli dice che suo padre avrebbe fatto la stessa scelta, e che conosceva Decimus molto meglio di quanto il figlio immagini. Il Disertore, che vede la resa da lontano, chiama Valeri «Duce e figlio di Decimus».
Nella sua tenda, Thyrrus mostra a Valeri ciò che dice di aver visto quindici anni prima. Decimus era tra i Duci di Valdoran alla Distruzione di Kasm, e Valeri lo sapeva già: suo padre aveva combattuto e ucciso, ma obbediva a un ordine della Chiesa. Nel fumo verde lo vede più giovane, in armatura da Duce, a cavallo sulle alture del canyon, il volto immobile mentre le navi sfondano le Porte e il mare entra nella gola. Secondo Thyrrus credeva di partecipare a una missione sacra contro un covo di eretici. Poi la realtà si incrinò, e attraverso la crepa Decimus vide le anime trattenute nei Monumenta e la Diga che avvolge il Continente. «È tutto falso, tutto», balbettò, e si portò la spada alla gola. Thyrrus, che lo guardava dall’altra parte del canyon, lo fermò chiedendogli se volesse davvero che Kasm fosse l’ultimo atto della sua vita, e gli propose di vivere e di far cessare insieme quell’«aberrazione». Decimus abbassò la spada senza riporla e gli chiese se avesse visto anche suo figlio.
Che cosa abbia fatto negli anni successivi nessuno lo sa, nemmeno Thyrrus. Tornò a casa e continuò a servire Valdoran, ma secondo lo sciamano non fu più lo stesso uomo: forse cercava un modo per agire, forse ebbe paura, forse morì prima di poter mantenere la promessa. Valeri non sa se credergli. Io, che ho conosciuto molti veterani tornati da guerre peggiori di quanto raccontassero, so soltanto che il silenzio di un padre si può leggere in molti modi, e quasi mai in quello giusto.
