Scimitarra
Informazioni
Campo Valore Tipo Spada a lama curva Origine Sette Isole Uso Taglio continuo, non affondo Portata da Isolani delle Sette Isole, Corsari delle Sette Isole Prima apparizione L’età dei regni
La scimitarra è la spada delle genti delle Sette Isole. Ha la lama curva «come la luna crescente», e non è fatta per l’affondo rigido che ti viene incontro guardandoti in faccia, ma per un taglio che sembra non finire mai. Sul Continente ci insegnano il gladio e la spada diritta, la falange, lo scudo contro lo scudo, la punta che entra dritta come una condanna; la scimitarra appartiene a un altro modo di pensare la guerra, e chi non lo capisce di solito non vive abbastanza da impararlo.
«Le loro lame sono curve come la luna crescente e infide come la risacca. Le chiamano scimitarre.»
Come si usa
Quando una spada diritta entra troppo a fondo in un corpo può incastrarsi nell’osso e lasciare scoperto chi la impugna. La scimitarra scorre: apre la carne e prosegue la sua traiettoria in un unico movimento circolare, senza restare imprigionata fra ossa e corazze. Chi la porta non cerca di sfondare l’armatura dell’avversario: gli gira attorno, ride della sua ferraglia e colpisce dove l’armatura non arriva, cosce, gole, tendini. Negli spazi stretti del ponte di una nave, fra cime, alberi e corpi, è l’arma ideale, e prima di un abbordaggio molti corsari se ne legano l’impugnatura al polso.
Non è un’arma invincibile; nessuna lo è. A decidere sono gli uomini, il numero e la posizione. Ma è una filosofia, oltre che una spada, e io, che sono cresciuto con il gladio in pugno, ammetto volentieri che sul mare è una filosofia migliore della nostra.
I corsari la portano appesa a una fascia di seta stretta alla vita, come Zafir, o semplicemente alla cintura. Sul Continente la si vede nei porti, al fianco dei marinai delle Isole, e nelle risse delle taverne.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Al porto di Chrysepolis ho visto un isolano uccidere con la scimitarra un thalassariano armato di tutto punto: gli danzò attorno lasciandogli consumare il fiato, poi gli passò accanto e gli aprì la gola da un orecchio all’altro senza fermarsi.
Nell’assalto allo Spettro di Thalassar le scimitarre corsare aggirano i bordi degli scudi dei fanti di marina; una spacca la mandibola di un soldato fra elmo e guancia, altre due abbattono il capitano Ariston, che con la sua spada diritta ha appena dovuto puntare un piede sul petto di un morto per estrarla dal cranio. Sul cassero Zafir, che fino a quel momento ha tenuto la mano sull’elsa, estrae la sua scimitarra quando Draga lo carica con un coltello, e la trafigge sotto le costole.
