Castrum
Informazioni
Campo Valore Tipo Accampamento militare fortificato, fortezza legionaria Origine Tradizione militare dell’Impero Diffusione Tutto il Continente: Valdoran, Thalassar, Vindelia Elementi Pianta rettangolare, torri agli angoli, fossati con pali, palizzata, ingressi protetti, strade interne regolari Esempi Castrum Vargus, il castrum del Fiume Tauria, gli accampamenti thalassariani nelle Selve di Amana Prima apparizione L’età dei regni
Il castrum (al plurale castra) è l’accampamento fortificato degli eserciti del Continente: il modo in cui una legione si ferma per la notte, per una stagione o per un secolo. È una tradizione più antica dei Regni che ancora la usano, ereditata dall’Impero insieme alle legioni, ai nomi dei gradi e ai segnali dei corni. Da Valdoran alle Selve del Sud, ovunque un esercito si accampi secondo le regole, si riconosce la stessa geometria.
«Anche nel cuore della Selva, gli uomini di Thalassar avevano tentato di imporre al terreno la geometria dell’Impero.»
Descrizione
Un castrum ha pianta rettangolare, torri agli angoli, ingressi protetti e strade interne disposte con precisione, che si incrociano attorno a una piazza centrale dove sorge la tenda o il quartiere del comandante. Lo circondano uno o più fossati, spesso irti di pali aguzzi, e una palizzata di tronchi; dove c’è un fiume, la corrente può chiudere un lato. Dentro, le tende sono allineate per reparto, i cavalli stanno in un recinto separato, i turni si scandiscono con le trombe. Gli accampamenti di Thalassar, dicono le Amazzoni, scavano sempre fossati profondi davanti a sé.
Ci sono castra di una notte e castra di pietra. I primi si montano e si smontano con la marcia; i secondi, come Castrum Vargus sul Limes, sono fortezze legionarie costruite per durare, che sulla carta ospitano una legione intera. Alcune città sono nate così: la capitale di Vindelia, con le sue strade diritte, le piazze di terra battuta e le campane che scandiscono i turni come segnali militari, viene da un antico castrum e somiglia ancora a una caserma a cielo aperto.
A me il castrum ha sempre fatto l’effetto di una preghiera recitata con la pala: gli uomini del Continente, dovunque vadano, scavano un fossato e piantano una palizzata per convincersi che il mondo, almeno lì dentro, abbia una forma comprensibile. Qualche volta funziona.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Il castrum nella Selva. Al confine orientale delle Selve di Amana, ma ormai a chilometri dentro la foresta, sorge un castrum di Thalassar: pianta rettangolare, quattro torri d’angolo, tre fossati riempiti di pali (il primo largo più di tre metri, l’ultimo con i pali più fitti e inclinati verso l’esterno), una palizzata, una porta orientale, una strada occidentale e il recinto dei cavalli a Ovest. Lo presidiano circa duecento uomini di reparti scelti. In una notte di temporale Selene e circa sessanta guerriere lo attraversano con ponti di tavole e bambù, strappano i tronchi della palizzata e lo incendiano; un ragazzo risparmiato viene rimandato a Est a raccontare che «tre fossati, quattro torri e duecento uomini» non bastano. Il capitano catturato rivela che Thalassar ha nella Selva altri tre accampamenti principali, uno dei quali presso il Fiume Sar, con quasi duemila uomini.
Il castrum del Tauria. L’Esercito di Valdoran erige in una vallata tra le montagne e il Fiume Tauria in piena un enorme castrum: fossato su tre lati che si riempie d’acqua fangosa, il fiume sul quarto, palizzata di tronchi di pino freschi con le punte in su, torri di avvistamento a intervalli regolari. Dentro, tende di ogni forma e colore, le grandi tende dei Duci, strade improvvisate con assi sul fango e, al centro, la tenda del Re con un doppio cordone di guardie. Severian vi lascia un manipolo prima della Battaglia del Tauria, abbastanza per morire sulle mura e accendere i segnali. Dal castrum fugge, la notte prima della battaglia, il vecchio soldato che la guardò con me dall’altura.
Keshar. Davanti all’Oasi di Keshar il campo thalassariano è un rettangolo silenzioso e scintillante, con strade interne e turni a suon di tromba.
Un castrum diroccato. Nel fumo verde della tenda di Thyrrus, tra le cose che Decimus vide a Kasm, c’è anche suo figlio Valeri che cammina accanto allo sciamano in un castrum diroccato.
