Fondazione
Informazioni
Campo Valore Epoca Antichissima; incerta Documenti Registri e Diari della Fondazione, negli Archivi Imperiali di Aeterna Accesso Proibito Prima apparizione L’età dei regni
La Fondazione è un nome che compare negli archivi della Cittadella Imperiale, ed è uno di quei nomi che i preti pronunciano con la maiuscola e senza spiegazioni. Negli Archivi Imperiali, sotto sigillo, esistono registri «della Fondazione». Che cosa sia stato fondato, quando e da chi, nessuno me l’ha saputo dire.
Non va confusa, credo, con la fondazione di Aeterna, di cui parlano i dotti di Thalmyra quando vogliono dire che una cronaca è molto antica, né con la nascita dell’Impero, su cui le mie fonti tacciono. Potrebbe essere l’una, l’altra o nessuna delle due. So soltanto che nella Cittadella un registro sigillato è un registro che qualcuno ha paura di vedere aperto.
Quel che so per certo l’ho saputo tardi, e lo racconto nel riquadro.
Eventi nella saga
L’età dei regni
La scoperta di Vaelor. Rovistando negli archivi, il vecchio archivista Vaelor trova un rimando a una disposizione più antica, e da lì a un registro della Fondazione. Quando Cassio va a trovarlo nel Quartiere degli Scribi, gli dice che Titus sa: sa che Vaelor ha violato i sigilli degli Archivi Imperiali e consultato «i registri proibiti della Fondazione». Ufficialmente la colpa riguarda la Clausola Sanguinis, la vecchia norma fiscale che dimezzerebbe la Decima di Guerra alle famiglie con un figlio sotto le armi. Vaelor ammette che la clausola esiste, ma non è quella a tenerlo sveglio.
I Diari. Seguendo la registrazione originaria della clausola, Vaelor ha trovato sigilli tanto antichi che non sarebbero più dovuti esistere, con rimandi ai primi anni dopo la venuta del Silenzio. Non erano negli archivi fiscali ma sotto di essi, dietro registri che nessuno consulta e in cassetti che non compaiono negli inventari. Sono frammenti dei Diari della Fondazione, su pergamena sottile, quasi trasparente: parti cancellate, altre riscritte, intere frasi raschiate e ricoperte con formule liturgiche da qualcuno che non è riuscito a distruggere tutto. Vi sono disegnati corpi umani collegati con linee a blocchi di pietra, registri, archivi e strutture circolari, più simili a tavole anatomiche che a illustrazioni sacre.
Che cosa dicono. Secondo Vaelor, durante la Consacrazione dei Monumenta una parte dell’essenza del morto viene legata all’oggetto; i testi la chiamano con parole diverse, «soffio, impronta, eco, forma», e gli atti di nascita, le proprietà e le genealogie servono a definirla. Un secondo foglio mostra una rete di migliaia di linee che attraversano il Continente e convergono verso un punto raschiato via: tutti i Monumenta sono nodi di una rete costruita per alimentare qualcosa «che i fondatori chiamavano la Diga» (vedi Diga). Il mondo, dice Vaelor, non è stabile per natura; la Chiesa usa le essenze trattenute per mantenere costanti le cose. «Non ci limitiamo a venerare i morti. Li usiamo.»
I fogli salvati. Titus aveva ordinato di distruggere ogni documento e cancellare ogni rimando. Dopo aver ucciso Vaelor, Cassio invece raccoglie i fogli dei Diari della Fondazione, le pagine in cui compare la Diga e una tavoletta con i rimandi archivistici trascritti dal vecchio, se li infila sotto la tunica, contro la pelle, e dà fuoco al resto. Non so se da allora qualcuno li abbia più letti. Io, di certo, no.
Voci correlate
- Vaelor
- Cassio
- Clausola Sanguinis
- Diga
- Monumenta
- Consacrazione
- Silenzio
- Impero
- Cittadella Imperiale
- Nodus Urbis Aeternae
