Pneuma
Informazioni
Campo Valore Tipo Termine antico per una parte dell’anima Nome comune Soffio Dove compare Formula della Consacrazione; testi anteriori al Silenzio Prima apparizione L’età dei regni
Pneuma è una parola che nel Continente quasi nessuno usa. La si trova, dicono, in testi anteriori al Silenzio, e significa soffio. È con questo secondo nome che la conosce chiunque abbia assistito a una Consacrazione: sopra ogni Monumentum il sacerdote recita «Il nome viene scritto, il soffio accolto, la memoria legata», e nessuno nella navata si domanda che cosa sia, esattamente, il soffio che viene accolto. I fedeli, quando parlano di ciò che resta di un morto, dicono semplicemente anima.
Chi cerca qui una dottrina resterà deluso: la Chiesa non insegna nulla sul soffio, se non quella formula. Il resto l’hanno trovato altri, e lo tengo nei riquadri.
Eventi nella saga
L’età dei regni
La parola di Lysandros. A Umbra Lysandros osserva la sostanza argentata che scorre nei condotti di cristallo verso la Grande Cupola e azzarda che sia «una forma di energia, un residuo dei riti. Forse ciò che i testi anteriori al Silenzio chiamavano pneuma.» Quando lo storico Doros chiede se intenda l’anima, Lysandros lo corregge: «Il soffio», non necessariamente l’anima intera. Da lì rilegge la formula della consacrazione e ipotizza che ogni Monumentum produca un’eco dell’anima, condotta fino a Umbra.
Le parole di Vaelor. Ad Aeterna i Diari della Fondazione mostrati da Vaelor a Cassio parlano di una parte dell’essenza del morto legata al Monumentum durante la consacrazione, e usano parole differenti per nominarla: «soffio, impronta, eco, forma». Thyrrus, sul Tauria, la chiama più semplicemente un frammento d’anima.
