Cappello circolare
Informazioni
Campo Valore Tipo Copricapo sacerdotale Forma tesa larga, piatta e perfettamente circolare Colori nero, con il bordo d’argento Portato da i preti della Chiesa del Silenzio Variante armata il cappello dei Silenti, con anello affilato e pesi Prima apparizione L’età dei regni
Il cappello circolare è il copricapo dei preti della Chiesa del Silenzio, e il segno con cui li si riconosce da lontano in ogni strada del Continente: un grande disco di stoffa, largo e piatto, nero, con il bordo rivestito di tessuto argentato. Lo portano il diacono di periferia e il Sommo Pontefice; cambia la qualità della stoffa e lo stato dell’argento, non la forma. Quello del Diacono dei Poveri della periferia meridionale di Aeterna, per dire, è un pesante copricapo nero con una fascia d’argento ormai opaca.
In ogni tempio del Continente, insegnano i preti, quel cappello rappresenta l’umiltà del fedele davanti al nulla e il peso della memoria che ciascun uomo porta sopra di sé. È di stoffa, ma a chi lo porta da troppo tempo sembra ogni anno più pesante: così sembrava, negli ultimi anni, al vecchio Pontefice Lucius Aurelianus. Il nero e l’argento sono i colori della Chiesa; l’argento, per i preti, è il colore della purezza dell’immobilità. A volte lo si chiama anche galero.
Il cappello dei Silenti
Gli uomini dell’Ordine dei Silenti portano lo stesso cappello, e a prima vista nessuno saprebbe distinguerlo da quello di un parroco. Sotto la stoffa, però, il bordo non è rivestito del consueto tessuto argentato: vi corre un sottile anello di metallo argentato, lucente e affilato come una lama, e piccoli pesi sono nascosti nella struttura per tenerlo stabile in volo. Lanciato di taglio e fatto ruotare con forza, attraversa la carne, spezza le vertebre e torna nella mano di chi l’ha scagliato. Sotto il sole, quell’argento scintilla un po’ troppo per essere soltanto stoffa. Calato sulla fronte, con la tesa larga, nasconde il volto a chi guarda dall’alto.
Così un simbolo di umiltà è diventato l’arma più temuta di Aeterna. Ho sempre pensato che la Chiesa non avrebbe potuto trovare un’immagine più esatta di se stessa.
Eventi nella saga
L’età dei regni
La notte del concilio, negli alloggi di Aurelianus, il bordo del cappello di un prete fermo nell’ombra rivela per un istante, alla luce della lampada, «qualcosa di brillante, duro e innaturale». All’alba, nei sobborghi, due preti con il grande copricapo circolare decapitano il messaggero di Thalios Serakh: uno dei cappelli, lanciato di taglio, gli ha attraversato il collo ed è tornato nella mano del suo proprietario, che ne pulisce il bordo sul mantello del morto. Il Silente che porta l’Editto della Magna Campana all’esercito di Thalassar indossa un ampio galero dal bordo troppo scintillante.
Sui tetti del Quartiere degli Scribi Cassio affronta quattro confratelli armati di cappelli identici al suo. Due li lanciano insieme: uno gli passa sopra la nuca, l’altro trancia la cima di un comignolo, ed entrambi tornano indietro. Cassio lancia il proprio con una rotazione obliqua: le tese si urtano, la sua scivola sotto e colpisce alla base del collo il primo avversario; riprendendolo al volo si apre il palmo, come aveva previsto. Più tardi usa come scudo il corpo di un confratello, che un altro cappello attraversa dalla spalla a sotto le costole. Alla fine recupera il cappello, insanguinato e scheggiato in due punti, ne pulisce il bordo e saggia il filo con il pollice.
