Barbaricum
Informazioni
Campo Valore Tipo Regione Posizione A Nord del Continente, oltre il Grande Limes Settentrionale Confini Valdoran a Sud; il Canyon di Kasm lo separava dal Continente a occidente Paesaggio Foreste, montagne, pianure fredde Abitanti Clan umani, satiri, ciclopi, minotauri e altre stirpi Fauna nota Mammut Prima apparizione L’età dei regni
Barbaricum è il nome che il Continente dà a tutto ciò che si trova a Nord del Grande Limes Settentrionale: le foreste e le terre selvagge che la palizzata, il fossato e le torri del Limes separano da secoli dal Regno di Valdoran. È un nome comodo, perché non descrive niente. Sulle nostre mappe, a Nord, il Barbaricum diventa una macchia grigia piena di montagne tracciate a caso, diverse in ogni rappresentazione; e se non conosci una terra, basta dire che è popolata da bestie.
Per il Continente è il luogo da cui vengono i barbari: popoli che le cronache descrivono da secoli come feroci, infedeli e disumani, incapaci di trattenere la furia, senza Memoria e senza legge. Valdoran, che ci vive davanti, ha costruito su quell’idea tutta la propria dignità. A ogni bambino del Nord si insegna che il freddo tempra gli uomini, che la guerra li rende tali e che il Limes dà alle loro vite uno scopo sacro, unico in tutta Aeterra: tenere il Barbaricum dall’altra parte.
Descrizione
Di là dal Limes cominciano pinete secolari, con alberi alti quasi cento metri, e foreste più dense di quelle valdoraniane; più a Nord le montagne si fanno più selvagge e si aprono pianure fredde coperte di licheni, dove pascolano le mandrie di mammut. Gli inverni sono lunghi e la neve, quando vuole, cancella sentieri, rocce e radici sotto più di un metro di bianco.
A occidente, per quasi quattrocento chilometri, il Canyon di Kasm faceva da confine naturale e quasi invalicabile tra il Barbaricum e il Continente. Kasm commerciava con alcune tribù del Nord, oltre che con i Regni; oggi il canyon è un lago scuro e quella porta è chiusa.
Abitanti
Nel Barbaricum vivono clan umani e altre stirpi che dentro i vecchi confini dell’Impero non si vedono più se non in catene: satiri, ciclopi, minotauri. I veterani di Valdoran ne raccontano le storie nelle caserme; chi le ha viste davvero, di solito, le ha viste in battaglia o appese per le corna alle mura di un forte. Quanto siano numerose e quante altre ce ne siano più a Nord, nessuno nel Continente lo sa.
Da lassù vengono anche molti schiavi. Ogni anno i Regni del Continente pagano a Valdoran un tributo in denaro, grano e schiavi per la sua «Sacra Missione» di guardia al confine, e le campagne dei Duci oltre il Limes tornano con carri pieni di pelli, armi e prigionieri, che si vendono nei villaggi della costa perché, come diceva il mio compagno di torre, «Quei ricconi del Sud pagano bene». Draga, l’ancella della Principessa Thaleia a Thalassar, veniva dalle terre barbariche oltre il Grande Limes: capelli biondi, pelle chiara e occhi di un azzurro così pallido da sembrare grigio.
Il Barbaricum e il Continente
La versione ufficiale è semplice: loro razziano, noi puniamo. Il vecchio Varro la ricordava con nostalgia: una campagna ogni anno, i villaggi più vicini al Limes bruciati, le scorte distrutte e abbastanza prigionieri portati a Sud da ricordare agli altri il prezzo delle loro razzie. «Non è mai servito conquistare quelle terre: bastava ricordare loro di aver paura.»
Come andassero davvero le cose lassù, l’ho capito soltanto più tardi, e lo racconto a suo tempo.
Eventi nella saga
L’età dei regni
L’inverno della neve. Una notte d’inverno un boato attraversa la foresta, la tormenta che durava da giorni cessa di colpo e la neve accumulata contro la palizzata trasforma il Limes in una rampa. Dal Barbaricum, all’alba, escono figure avvolte in pelli che camminano sopra le fortificazioni sepolte: è l’Orda. Per mesi razzia Valdoran; le sue file si ingrossano con gli schiavi fuggiti, e nei villaggi occupati i barbari riparano tetti e chiedono di imparare a coltivare come noi.
Il Tauria. Nella valle del Fiume Tauria Valeri vede scendere dai passi del Limes non soltanto guerrieri, ma popoli interi: carri trainati da buoi irsuti, branchi di bestie sconosciute, donne con capre legate a funi intrecciate, slitte cariche di pelli, pentole e ossa degli antenati. Vengono per restare. Nel campo dell’Orda, dopo la Battaglia del Tauria, i guaritori pregano in lingue sconosciute divinità altrettanto sconosciute, e Valeri ricorda i compatrioti che appendevano satiri alle mura per le corna e i preti che benedicevano le esecuzioni.
Kasm. Thyrrus racconta a Valeri di aver guardato la Distruzione di Kasm dal Barbaricum, quindici anni prima. A Decimus, attraverso la crepa apertasi sopra il canyon, disse: «Tu conosci il Continente, mentre io conosco ciò che esiste oltre la Diga».
Draga. Morendo, Draga racconta a Thaleia che le misero la catena al collo una decina di anni prima, «nelle valli a Nord, oltre il vostro Continente», e che la vendettero per un sacco di sale e un coltello arrugginito.
