Grande Archivio di Umbra
Informazioni
Campo Valore Tipo Archivio imperiale Posizione Grande Cupola, Città di Umbra Fondato da l’Impero Conteneva Copie dei documenti di tutte le province di Aeterra Stato noto Perduto dalla caduta dell’Impero Prima apparizione L’età dei regni
Il Grande Archivio di Umbra fu, a quanto raccontano le carte imperiali, uno dei luoghi più importanti dell’antico Impero. Le mappe lo chiamano con nomi diversi (Grande Archivio, Casa della Memoria, Deposito Imperiale) e lo collocano al centro della Città di Umbra, nel cuore della Foresta di Umbra. Per secoli vi confluirono le copie dei documenti prodotti in ogni provincia di Aeterra: atti di nascita e di morte, registri di cittadinanza, giuramenti di fedeltà, sentenze, testamenti, mappe, trattati, cronache militari e resoconti di viaggio.
Non si poteva conservare ogni dettaglio della vita di milioni di persone, naturalmente. Eppure l’Impero ci provò: il nome di un contadino finiva in un registro delle tasse, quello di una tessitrice in un contratto, quello di un soldato nelle liste di una legione, quello di un criminale in una sentenza, quello di un bambino morto troppo presto nell’atto con cui i genitori ne avevano dichiarato la nascita. Gli Imperatori avevano statue, monete e libri interi; gli uomini comuni una riga. Per il Silenzio, insegnano i preti, anche una riga può bastare (vedi Memoria e Monumenta).
Poi l’Impero cadde, le strade per Umbra sparirono e dell’Archivio non si seppe più nulla. Gli studiosi di Thalmyra lo cercano sulle carte da più di un secolo; i Re lo cercano perché immaginano mappe, trattati e segreti di Stato; la Chiesa del Silenzio lo guarda da lontano, e non mi pare che lo guardi con affetto. Qualcuno dice che vi sia custodita la memoria più antica di tutte, quella di prima che il Silenzio diventasse Legge e che i sacerdoti decidessero quali parole dovessero sopravvivere. Se quel sapere uscisse dalla Foresta, la Cittadella potrebbe venire giù come un fienile a cui hai tolto i pali. O almeno è ciò che mi piace immaginare.
Eventi nella saga
L’età dei regni
Ciò che non compariva negli inventari. La pergamena del custode fuggiasco, trovata da Lysandros a Thalmyra, parla di registri che non comparivano negli inventari ufficiali: esperimenti, testimonianze, sale profonde scavate sotto gli edifici principali e accessibili soltanto ai custodi più anziani. Una frase vi compare due volte: «… avrebbe spezzato l’equilibrio del Continente e del Mondo …». Poco sotto: «… un sapere che nessun uomo dovrebbe possedere …». Il trattato di botanica nel quale la pergamena era nascosta sembra essere uno dei pochissimi oggetti usciti da Umbra dopo la sigillatura, forse l’unico. Al Consiglio dell’Accademia di Thalmyra il maestro Cassianus osserva che quella non sembra la descrizione di una semplice biblioteca.
«Il Grande Archivio è qui.» Davanti alla Grande Cupola Lysandros riconosce l’edificio descritto nei testi e sussurra: «È reale», e poi: «Non era una metafora. Non era una leggenda.» Lo raggiunge a prezzo di quattro compagni, e la porta si apre soltanto per lui.
Voci correlate
- Città di Umbra
- Grande Cupola
- Camera Primaria
- Custodi di Umbra
- Traslazione
- Ars Regia
- Ars Numinum
- Sigillatura di Umbra
- Monumenta
- Memoria
- Accademia di Thalmyra
- Lysandros
- Sapienza
