Sigillatura di Umbra
Informazioni
Campo Valore Periodo Primi giorni della Guerra Civile, circa 133 anni prima della vicenda Luogo Città di Umbra, Foresta di Umbra Contesto Morte dell’ultimo Imperatore, fine dell’Impero Prima apparizione L’età dei regni
La Sigillatura di Umbra è la chiusura del Grande Archivio di Umbra e della città che lo circondava, avvenuta quando l’Impero finì. Per più di un secolo nessuno l’ha chiamata così, perché nessuno sapeva che fosse avvenuta. La versione che si insegna, e che io stesso ho sempre sentito, è più semplice e più comoda: morto l’ultimo Imperatore e cominciata la Guerra Civile, Umbra cadde in disuso per il crollo delle strade, la mancanza di fondi e la naturale decadenza dell’amministrazione imperiale, e la Foresta, lasciata a sé stessa, si mangiò tutto. Una storia di abbandono, come se ne raccontano mille dopo la caduta di un impero.
Gli studiosi più testardi non ne erano convinti. Una foresta, dicevano, può uccidere uomini inesperti; non può far sparire interi eserciti, come sono sparite le spedizioni mandate a Umbra nel secolo successivo (vedi Foresta di Umbra). A Lysandros, che aveva raccolto per anni ogni riferimento a Umbra, mancava qualcosa che collegasse la fine dell’Impero alla scomparsa dell’Archivio: una causa, un ordine, una volontà.
Quello che è venuto fuori dopo lo racconto nei riquadri.
Eventi nella saga
L’età dei regni
La testimonianza. Nell’Accademia di Thalmyra, dentro la rilegatura di un trattato di botanica, Lysandros trova una pergamena scritta in una forma tarda della lingua imperiale, con le formule tipiche dei funzionari degli archivi. I maestri Philon e Cornelius e gli alchimisti dell’Accademia ne confermano l’epoca. Chi l’ha scritta, senza firmarsi, dice di essere stato a Umbra, e che Umbra non fu abbandonata: fu sigillata.
Il decreto. La decisione fu presa subito dopo la morte dell’ultimo Imperatore, nei primi giorni della Guerra Civile, quando la notizia dell’estinzione della Gens Imperiale non aveva ancora raggiunto tutte le province. La pergamena cita un decreto segreto, mai registrato negli archivi pubblici e privo del sigillo di qualsiasi sovrano: preparato molto tempo prima, tramandato a voce fra pochi custodi agli ordini della famiglia imperiale, da eseguire soltanto se la linea di governo si fosse interrotta e nessuna autorità legittima avesse potuto rivendicare il trono. Dei suoi termini restano frammenti: «… il sangue imperiale interrotto …», «… nessuna autorità riconosciuta …», «… ciò che è custodito non dovrà cadere …», «… chiudere ogni accesso …». Parlava di procedure preparate in segreto, di chiavi affidate ai custodi più anziani, e diceva che la Foresta, «destata», avrebbe completato il lavoro degli uomini, inghiottendo sentieri, stazioni e abitazioni, cambiando direzione alle strade e spezzando i ponti con le radici.
I custodi rimasti. Gli archivisti, gli scribi, i custodi e gli studiosi che vivevano a Umbra scelsero di chiudersi dentro insieme ai documenti, giurando di non tornare mai più nel mondo. Nessuno li abbandonò né li imprigionò. Molti avevano famiglie, figli e incarichi fuori dalla Foresta; il fuggiasco racconta discussioni durate giorni e persone che tentarono di opporsi. Alla fine rimasero tutti, non per obbedienza a un Imperatore ormai morto, ma per paura di ciò che sarebbe accaduto se il contenuto dell’Archivio fosse caduto nelle mani dei pretendenti al trono.
Il fuggiasco. Tutti tranne uno. Chi scrive fuggì di notte, poco prima che gli ultimi accessi venissero chiusi, portando con sé il trattato perché era abbastanza comune da non attirare l’attenzione e abbastanza robusto da nascondere la testimonianza. Non dice come abbia attraversato la Foresta; scrive soltanto, sottolineandolo tre volte, «… Non avrei dovuto guardare indietro …». Raggiunse Thalmyra e nascose il volume fra gli scaffali dell’Accademia, per due ragioni: nessuno gli avrebbe creduto, e non si fidava di chi avrebbe potuto farlo. Non firmò. Diceva di non meritare di essere ricordato per le persone che aveva abbandonato, e di accettare l’oblio e la perdita di qualunque Monumentum, purché la verità gli sopravvivesse. Le ultime parole leggibili sono «… che il Silenzio mi perdoni …».
Voci correlate
- Città di Umbra
- Foresta di Umbra
- Grande Archivio di Umbra
- Custodi di Umbra
- Traslazione
- Ars Regia
- Guerra Civile
- Impero
- Nodus Urbis Aeternae
- Spedizione di Lysandros a Umbra
