Province imperiali

Informazioni

CampoValore
TipoDivisione amministrativa dell’Impero
GovernoDa Aeterna, attraverso la Cittadella Imperiale
OggiNomi sulle vecchie mappe; la parola sopravvive nei Regni
Prima apparizioneL’età dei regni

Le province imperiali erano le parti in cui l’Impero divideva il Continente. Ognuna pagava i suoi tributi, mandava le copie dei suoi registri e riceveva i suoi ordini da Aeterna: per secoli ogni ordine destinato alle province partì dalla Cittadella Imperiale. Nella Sala del Trono gli affreschi mostrano ancora province lontane, eserciti vittoriosi e popoli inginocchiati davanti al trono.

Dei loro nomi non so quasi niente. Sopravvivono sulle carte: la grande mappa della Cittadella, aggiornata per generazioni, porta ancora i nomi di province scomparse da più di un secolo, e nella sala delle udienze del Re di Vindelia, che per il resto ha pareti spoglie, sono appese mappe scolorite delle antiche province imperiali. Nessuno mi ha mai saputo dire quante fossero, né dove passassero i loro confini. Probabilmente lo sapeva soltanto qualche scriba morto da cent’anni.

L’amministrazione

L’Impero riscuoteva tributi da ogni provincia e controllava direttamente miniere, porti e strade; la Clausola Sanguinis fu scritta per un sistema del genere. Ogni provincia produceva documenti, e di ciascuno una copia arrivava al Grande Archivio di Umbra: atti di nascita e di morte, registri di cittadinanza, giuramenti di fedeltà, sentenze, testamenti, mappe, trattati e cronache militari. Anche la lingua imperiale, nelle province, prese i suoi accenti: la pergamena del fuggiasco di Umbra è scritta in una forma tarda della lingua imperiale, contaminata da espressioni provinciali.

Quando l’ultimo Imperatore morì, la notizia dell’estinzione della Gens Imperiale impiegò tempo a raggiungere tutte le province, e la Guerra Civile cominciò prima che arrivasse dappertutto.

La parola oggi

Le province sono morte con l’Impero, ma la parola no. I Regni la usano per le proprie terre: Thalassar ha le sue province meridionali, dove si temono rivolte, e i suoi nobili delle province; Thalios Serakh vuole fare dell’Arakhan «una provincia di Thalassar»; Cassander di Vindelia, un tempo, affrontava le rivolte delle province senza aspettare l’approvazione della Chiesa. A Thalmyra, quando non si vuole dire la verità sulla destinazione di qualcuno, si dice «province interne». E i principi di Thalassar discutono della loro sorella come di una nave o di una provincia da scambiare, il che spiega, credo, che cosa una provincia sia sempre stata per chi la governa.

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