Impero

Informazioni

CampoValore
CapitaleAeterna
Sede del governoCittadella Imperiale
SovranoL’Imperatore
TerritorioTutto il Continente (Aeterra), diviso in province
FedeIl Silenzio
Ultima dinastiaLa Gens Imperiale
FineMorte dell’ultimo Imperatore, circa centotrentatré anni prima della vicenda; Guerra Civile
Prima apparizioneL’età dei regni

L’Impero governò per secoli l’intero Continente da Aeterna. Un solo uomo, l’Imperatore, sedeva sul trono della Sala del Trono della Cittadella Imperiale, e da quel seggio partivano gli ordini per province lontane, gli eserciti, gli esattori e i funzionari. Oggi su quel trono non siede nessuno da centotrentatré anni. L’ultimo Imperatore morì senza eredi, la sua stirpe si estinse con lui, e la Guerra Civile che ne seguì fece a pezzi l’Impero e ne distribuì le spoglie fra i Regni.

Nessuno l’ha mai dichiarato morto. I vecchi Duci dicono «esercito del Continente» quando stanno per dire «esercito dell’Impero», i soldati di Valdoran si chiamano ancora Legionari e Limitanei, i preti della Cittadella dicono di custodire tutto per il futuro Imperatore, e il vecchio Lucius Aurelianus, a sentire il logoteta di Thalassar, parla dell’Impero come se fosse soltanto addormentato e bastasse attendere il sovrano giusto per risvegliarlo. Varro, che ha più buon senso di tutti loro, lo dice chiaro: l’Impero è morto da più di un secolo.

«L’Impero è crollato più di un secolo fa e noi abbiamo continuato ad abitare tra le macerie, fingendo che il soffitto esistesse ancora perché qualche sacerdote copriva le crepe.»

L’ho scritto io, e lo sottoscrivo. I dotti amano descrivere l’antico Impero come un edificio perfetto, innalzato con marmo, leggi e disciplina. Balle.

Origini

Delle origini so pochissimo, e i dotti che ne sanno di più non sono d’accordo fra loro. Si parla di una fondazione di Aeterna, e a Thalmyra esistono cronache più antiche di essa, in cui compare già il nome di Umbra; gli studiosi parlano anche di spiriti e culti anteriori all’Impero, ma di solito quando hanno finito le altre spiegazioni. A un certo punto venne il Silenzio. Un tomo che Lysandros studiava a Thalmyra risaliva a circa un secolo prima della sua venuta, e la Chiesa del Silenzio dice di aver assorbito le grandi figure delle religioni precedenti nelle sue Nove Figure. Da allora le cose che contavano furono scritte in nome del Silenzio.

Del modo in cui si contavano gli anni so soltanto che si contavano a secoli: a Solthar un nobile vi mostrerà con orgoglio un trattato di geometria «del quarto secolo», e non saprete mai quale sia stato il primo (vedi 5.1 - Cronologia). Su come l’Impero sia nato, chi l’abbia fondato e contro chi, le mie fonti tacciono. Le cronache che ho visto io sono i mosaici della Sala del Trono, e i mosaici raccontano soltanto vittorie. Tutti tranne uno, in basso a sinistra della parete d’ingresso: un Imperatore in ginocchio davanti a una porta chiusa. Quando sono tornato a cercarlo, sopra c’era un intonaco che a giudicare dalle crepe stava lì da più di un secolo. Avrò confuso la parete.

Territorio

L’Impero era il Continente: Aeterra, o quasi tutta, divisa in province governate dalla capitale (vedi Province imperiali). Le sue strade lastricate univano le province ad Aeterna e corrono ancora attraverso i Regni; i suoi acquedotti, i suoi ponti, i suoi canali di scarico e le sue stazioni di posta stanno in piedi finché qualcuno non ne ruba le pietre. Le mappe della Cittadella, aggiornate per generazioni, portano ancora i nomi di province scomparse da quasi un secolo.

Non tutto, però, era suo. Le Sette Isole l’Impero non le possedette mai: nemmeno ai tempi d’oro, quando i vessilli imperiali sventolavano in tutta Aeterra, la flotta imperiale al completo osò puntare la prua verso quell’arcipelago. Le Amazzoni delle Selve di Amana dicono di aver giocato per secoli a nascondino con l’Impero e con ciò che ne è rimasto. Oltre il Limes cominciava il Barbaricum, che per l’Impero non era una terra straniera ma soltanto una terra non ancora raggiunta.

Governo

Tutto passava per Aeterna. La Cittadella Imperiale era il cuore della burocrazia: dentro le sue mura stavano le sale del trono, i templi, gli archivi, le caserme, i magazzini e le abitazioni di una piccola città, e per secoli ogni ordine destinato alle province era partito da lì. Il trono stesso è costruito perché chiunque entri nella sala sia costretto ad alzare gli occhi e a ricordare che un tempo un solo uomo governava l’intero Continente da quel punto.

L’Impero amava i registri. Nel Grande Archivio di Umbra confluivano per secoli le copie dei documenti prodotti in ogni provincia: atti di nascita e di morte, registri di cittadinanza, giuramenti di fedeltà, sentenze, testamenti, mappe, trattati e cronache militari. Gli Imperatori avevano statue, monete e libri dedicati alle loro imprese, ma l’Impero aveva tentato di lasciare una traccia di tutti coloro che considerava propri figli. Riscuoteva tributi da ogni provincia e controllava direttamente miniere, porti e strade: la Clausola Sanguinis, che dimezzava la Decima di Guerra alle famiglie con un figlio sotto le armi, fu scritta allora, e nessuno si è mai preso il disturbo di abrogarla.

Delle famiglie imperiali ricordo soltanto ciò che si dice nelle corti del Sud: che ai tempi degli antichi Imperatori il sangue maschile comandava, ma un solo uomo poteva occupare il trono, e il sangue della famiglia doveva restare nella famiglia. I principi di Thalassar aggiungono che gli Imperatori, di solito, finivano male.

Esercito

Le legioni dell’Impero conquistarono il Continente e ne tennero i confini. Le loro vittorie si recitano ancora nelle caserme del Nord come preghiere: file compatte, scudi uniti, ordini gridati al momento giusto, il nemico ridotto a una massa senza nome da spingere in un fiume. Gli eserciti dei Regni si dispongono ancora secondo la tradizione militare imperiale, e i castra di Thalassar sono costruiti con la geometria dell’Impero persino nel cuore delle Selve (vedi Castrum, Legionari).

Al confine settentrionale stavano i Limitanei. Non erano grandi guerrieri, ma ricevevano addestramento regolare, paghe puntuali (quasi puntuali, non esageriamo) e armature, scudi e lance prodotti nelle officine imperiali secondo misure precise. Un tempo eravamo l’orgoglio dell’Impero, le sentinelle del mondo civile; oggi della parola restano il nome e l’orgoglio, e le lance si spezzano al primo urto.

Fede

Il Silenzio fu la fede dell’Impero, e la Chiesa del Silenzio ne è l’erede più diretta: occupa la Cittadella, siede sotto il trono vuoto alla guida del concilio dei Re, custodisce gli archivi e i Monumenta. Quando l’Impero cadde, la Chiesa restò: è l’unica cosa del vecchio ordine che non abbia avuto bisogno di un Imperatore per continuare a riscuotere.

Fine

L’Impero finì con la morte dell’ultimo Imperatore, circa centotrentatré anni fa, e con l’estinzione della Gens Imperiale (vedi Morte dell’ultimo Imperatore). Nei primi giorni del caos Umbra fu sigillata (vedi Sigillatura di Umbra); poi venne più di un secolo di Guerra Civile, chiuso dodici anni fa dall’Armistizio. Ad Aeterna le statue degli Imperatori furono abbattute o decapitate, le gemme del trono strappate, le iscrizioni scalpellate e rivendute a peso: una lastra con il nome di un Imperatore vale esattamente quanto qualunque altra pietra.

Le culture del Continente, nate dalle stesse radici imperiali, si sono allontanate sempre di più. I sovrani che si siedono ai concili di Aeterna vestono, combattono e governano in modi diversi, e ciascuno rappresenta una diversa eredità di ciò che l’Impero era stato. Per generazioni il vecchio stendardo imperiale ha rappresentato il vincolo fra loro.

Eventi nella saga

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